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Aliprandi
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Gli mwbgAliprandi sono un'antica famiglia nobilecite-ref-1[1] originaria di mwcwMilano, che una certa tradizione ritiene di ceppo mwdalongobardocite-ref-2[2]. Ricchi di feudi in varie zone della mweqLombardia, ebbero il predominio sulla città di mwegMonza in mwewepoca comunale. La casata diede alla mwfaChiesa cattolica la beata mwfqCaterina Aliprandicite-ref-3[3]. Il cognome Aliprandi è ancora oggi particolarmente diffuso nella provincia di Milanocite-ref-4[4].
Contents
• Storia
• Origini
• Araldica
• Note
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Storia
Origini
Un'antica tradizione fa derivare la stirpe degli Aliprandi dal grande re longobardo mwigLiutprando (mwiw712-mwja744). Non esiste, ovviamente, una sicura genealogia in grado di provare questa discendenza, ma non manca una ricca documentazione costituita da antichi manoscritticite-ref-5[5] e da altre fonti che li vuole di sangue regio e di antica derivazione longobardacite-ref-referencea-6-0[6].
La derivazione da regale stirpe longobarda è sostenuta da un'iscrizione sepolcrale del mwlg1131 nella mwlwchiesa di Santa Maria delle Grazie di mwmaMonzacite-ref-referencea-6-1[6], pubblicata da storici quali il Cantù e il Giulini e inoltre venne ammessa come prova di nobiltà per la ricezione nell'mwnqOrdine di Santo Stefano e nel nobile Collegio dei Giureconsulti di mwngMilanocite-ref-7[7].
La famiglia fu anche feudataria della località mwpaCassina Aliprandi, che da comune indipendente, sul finire dell'Ottocento, venne annessa al vicino comune di mwpqLissone. Attualmente "Aliprandi" è una frazione istituzionale del grande centro brianzolo che rappresenta solo una parte del territorio del vecchio comunecite-ref-8[8].
A Milano, la famiglia compare nell'mwqwelenco delle casate nobili redatto nel mwra1377. mwrqGiovanni Aliprandi (mwrg1220) generò tre figli: mwrwArnolfo, mwsaGaribaldo e mwsqBertarino, avo di mwsgmwswEnrico, signore di mwtaMonza; il pronipote di mwtqArnolfo, mwtgGiovannolo, venne creato mwtwvassallo immediato (con il rango della nobiltà eminente), mwuaconte palatino e nobile del mwuqSacro Romano Impero con i fratelli, il nipote e discendenti per diploma dell'Imperatore mwugCarlo IV di Lussemburgo del 15 maggio mwuw1355cite-ref-9[9].
Tra i personaggi più importanti del XIV secolo meritano di essere ricordati i fratelli mwwqPinalla Aliprandi e mwwgMartino Aliprandicite-ref-referencea-6-2[6].
Gli Aliprandi furono alleati dapprima ai mwyaTorriani ed in seguito ai mwyqVisconti, dai quali ebbero cariche importantissime, alti comandi, onori e dignità, ma anche amarissime tragiche persecuzioni: Giacomo Aliprandi, unitosi con alcuni dei mwygVisconti dissidenti ed altri esponenti della nobiltà milanese, famigliari di corte, ordì la congiura che soppresse il 16 maggio mwyw1412 il duca mwzaGiovanni Maria Visconti liberando così la città dalla sua crudele tirannia e vendicando l'estremo supplizio subito dal congiunto Filippo, al quale fu fatto mozzare il capo durante le lotte tra mwzqguelfi e ghibellinicite-ref-10[10].
Gli Aliprandi - Fanzago
A mwlqClusone, in mwlgval Seriana, era stanziato da tempo un importante ramo della famiglia Aliprandi che, al tempo del conte mwlwAntonio Venturino degli Aliprandi, detto mwmaFanzago, reggente della Valle del Serio per Pandolfo Malatesta, mutò il cognome in Fanzago (degli Aliprandi). I suoi discendenti portarono poi questo nuovo cognome nelle successive sedi dove si trasferironocite-ref-referencea-6-3[6].
Un'attestazione della Comunità di mwngClusone, in data 9 febbraio mwnw1581, afferma che la famiglia, ivi residente discendeva dall'antichissima e nobilissima famiglia degli Aliprandi. In tale documento viene precisato che mwoaAntonio Venturino degli mwoqAliprandi , figlio di mwogBonifacio detto Faziolo figlio di mwowGiovannolo, avendo dovuto sullo scorcio del Trecento, per ordine di Pandolfo Malatesta signore di mwpaBrescia e di mwpqBergamo, trasferire la sua residenza a Clusone, assunse il cognome Aliprandi-Faziolo (dal nome del padre) per distinguersi dagli altri Aliprandi della stessa cittàcite-ref-11[11].
Dalle antiche cronache di casa Aliprandi si rileva che il soprannome Faziolo si corruppe presto in mwqwFaziolago e poi in mwraFanzago tant’è vero che il nipote di mwrqAntonio, mwrgAliprando, porta già il cognome di Aliprandi-Fanzago, e coll'andare del tempo il soprannome si sostituì al cognomecite-ref-referenceb-12-0[12].
Membri illustri
• Pietro Fanzago, nato a mw2wPadova nel mw3a1632, protomedico dei duchi di Savoia mw3qCarlo Emanuele II e mw3gVittorio Amedeo IIcite-ref-referenceb-12-3[12]cite-ref-14[14];
• mw6aFrancesco Luigi Fanzago (mw6qPadova mw6g1764 - mw6wPadova mw7a1836), Magnifico Rettore dell'mw7qUniversità di Padova. Fece importanti studi sulla mw7gpellagra, fu il fautore della scoperta dello mw7wJenner e sostenne per primo in mw8aItalia la necessità del vaccino contro il mw8qvaiolo. Nel mw8g1838 venne eretta la sua statua in mw8wPrato della Valle (ultima di tutte) per volontà di amici, colleghi e discepolicite-ref-referenceb-12-4[12];
Luoghi e architetture
• mwaq4Orologio planetario Fanzago di mwaq8Clusone, in mwaraVal Seriana, in mwareprovincia di Bergamo
Altri rami
Ramo di Verona
A Verona un ramo del casato Fanzago comparve nel XV secolo come erede del nome e delle sostanze del canonico e conte palatino Bartolomeo Cartolari. Col cognome di Cartolari fu ascritto a quel Consiglio Nobile nel 1524 e tuttora fiorisce nella stessa città come il più noto dei rami superstiti della stirpe degli Aliprandi. Titoli: conte (mpr), Breve di S.S. Pio X 27 agosto 1907; nobile (mf)cite-ref-15[15].
Ramo di Giulio Cesare Aliprandi
Dal nobile Giulio Cesare Aliprandi, figlio di Gaspare, ammesso nel mwav81584, con prove di nobiltà, nel Collegio dei Nobili Giureconsulti di mwawaMilano, fratello di Luigi Aliprandi ricevuto nel mwawe1587, con prove di nobiltà, nell'mwawiOrdine di Santo Stefano Papa e Martire, derivò la diramazione ancora oggi fiorente. A mwawmCusano Milanino era proprietaria della mwawqCascina Guarnazzola e della mwawuCascina Rubine detta anche Villa Angelinacite-ref-referencec-16-0[16]cite-ref-referenced-17-0[17]. Alcuni discendenti nella prima metà del XX secolo erano proprietari del grande complesso agricolo delle mwaw4Cascine Guascona e Guasconcina nel territorio di mwaw8Muggiano (quartiere di mwaxaMilano) e di altri possedimenti in mwaxeLombardia (Località mwaxi"Isolone" in mwaxmTurbigo (mwaxqMilano) e mwaxuRobecchetto con Induno (mwaxyMilano), la Cascina Palazzo a mwaxcMotta Visconti (mwaxgMilano) e il Podere detto "la Spagnola" nei comuni di mwaxkMotta Visconti (mwaxoMilano), mwaxsCasorate Primo (mwaxwPavia) e mwax0Trovo (mwax4Pavia)). Gli stessi furono benefattori della mwax8Chiesa di Santa Marcellina in Muggianocite-ref-referencec-16-1[16]cite-ref-referenced-17-1[17]cite-ref-18[18].
Antichi rami lombardi
Prima dell'unità d'Italia erano fiorenti in mwac8Lombardia numerosi rami della famiglia che si sono estinti o di cui si sono perse le tracce: gli Aliprandi Carena conti di Merone (estinti nei maschi nel mwada1780), gli Aliprandi Visconti, i marchesi Aliprandi Martinengo (estinti nei maschi nel mwade1788) e altricite-ref-referencec-16-2[16]cite-ref-19[19].
Ramo abruzzese
La diramazione abruzzese, discendente dal conte mwagkPaolo di Bonifazio di Giovannolo, fu iniziata in mwagoPenne da mwagsGiovanni Aliprandi, Tesoriere e Siniscalco di mwagwMargherita d'Asburgo figlia dell'Imperatore mwag0Carlo V, ed ebbe vari feudi tra i quali mwag4Nocciano con titolo baronalecite-ref-20[20]cite-ref-21[21]. Si è estinta nel mwahc1910 con la morte del barone mwahgDiego Aliprandi, sindaco di Penne e deputato al Parlamentocite-ref-22[22]; rimasto privo di discendenza diretta, adottò il nipote mwah0Diego de Sterlich, che aggiunse al proprio il cognome Aliprandi.
Ramo di Treviso
mwak8Giovanni Aliprandi (marito di mwalaValentina Visconti, figlia di mwaleBarnabò Visconti, signore di mwaliMilano) bandito da mwalmMilano per ragioni politiche nel mwalq1413, diede origine in mwaluTreviso ad altra diramazionecite-ref-23[23]. Essendo stati confiscati i beni che possedeva nel mwaloDucato di Milano, i suoi figli e alcuni loro discendenti erano tintori o venditori di farmaci o di aromicite-ref-24[24]. Nel XIX secolo la famiglia apparteneva alla nuova borghesia dei commerci e a mwal8San Polo di Piave era proprietaria del palazzo Gabrieli e di una cappella cimiterialecite-ref-25[25]cite-ref-26[26]. Nel XX secolo a mwamgOderzo possedeva il palazzo Palazzo Del Corno, poi Tomitano poi Aliprandicite-ref-27[27].
Ramo di Torreglia
Una ramo della famiglia era presente in mwapiTorreglia (mwapmPadova) dalla seconda metà del Quattrocento fino al mwapq1576 ed era proprietario del complesso noto come mwapu"Il Castelletto"cite-ref-28[28].
Ramo di Mantova
A mwaroMantova un ramo della famiglia, derivato da Milano, si insediò nel mwarsXIII secolo occupando cariche pubbliche. L'esponente più importante fu lo scrittore mwarwBonamente Aliprandi.cite-ref-29[29]
Apparteneva probabilmente a questo ramo il banchiere mwasiGiovanni Antonio Aliprandi, zecchiere dei mwasmGonzaga, la cui figlia mwasqElena sposò il marchese di Castiglione mwasuRodolfo Gonzaga.
Araldica
Note
cite-note-11. ↑ mwazcmwazgmwazkFamiglie nobili italiane: titoli, feudi, riconoscimenti. Libro d'Oro della Nobiltà Italiana Ed. 2015-2019 e preced.ti (mwazomwazsPDF), su mwazwcollegio-araldico.it, Roma, Collegio Araldico. mwaz0URL consultato il 30 ottobre 2023 mwaz4(mwaz8archiviato il 30 ottobre 2023). pp. 7, 310.
cite-note-22. ↑ Nell'articolo di Giampiero Corti, "Famiglia Aliprandi (di Milano) note genealogiche", pubblicato nel "Giornale araldico genealogico diplomatico italiano", Bari, 1898, Accademia araldica italiana, è scritto: "Si vuole che questa famiglia fosse di origini longobarde..."; in Crescenzi Romano, "Anfiteatro Romano", a pag. 77, si legge: "....A me non pare tanto difficile il credere che gli Aliprandi siano discesi dal Regio ceppo de' Longobardi..."; in AA.VV., "Stemmario Bosisio", Milano 2002, a pag. 161, si legge: "Famiglia d'origine longobarda..."
cite-note-33. ↑ AA.VV., "Libro d'oro della nobiltà italiana", Roma, Collegio Araldico, 2010-2014, Edizione XXIV, vol.XXIX, pag. 41-42; vol. XXX pag. 913
cite-note-44. ↑ mwa0kmwa0omwa0sDiffusione del cognome ALIPRANDI, su mwa0wMappa Dei Cognomi. mwa00URL consultato il 27 giugno 2025.
cite-note-55. ↑ In Cinzia Cremonini, "Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid", Mantova 2003, vol. 1, a pag. 88, si legge: "Non è appocrifa l'asserzione, che gli Aliprandi siano discesi dal Reggio Ceppo de Longobardi", e in AA.VV., "Alberi genealogici delle case nobili di Milano", Milano 2008, a pag. 84, si legge: "Prosapia di stirpe reale"
cite-note-referencea-66. ↑ Alberto Lembo, "Gli Aliprandi-Fanzago", in "Storia Illustrata" nº 267, febbraio 1980, Segrate (Milano), Mondadori Editore, pag. 123
cite-note-77. ↑ AA.VV. "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana", Collegio Araldico, Roma, edizione 1973-1976, pag. 588
cite-note-88. ↑ mwa2imwa2mmwa2qSecoli XVI-XVIII Quanti nobili a Lissone!.
cite-note-99. ↑ AA.VV. "Stemmario Bosisio", Milano 2002, pag. 161 e Adalberto Ricotti Bertagnoni, "Stemmario Italiano delle famiglie nobili e notabili", Bassano del Grappa MCMLXX, vol. 1º, tavola n. 4
cite-note-1010. ↑ Corio, "Storia di Milano II", pag. 510 e Calvi, "Patriziato Milanese", pag. 25
cite-note-1111. ↑ G. Dolcetti, "Il libro d'argento delle famiglie venete", 1922-28, Bologna, (rist. anast.) Forni Editore, vol. IV, pag. 34-39 e Giovanni Sitoni di Scozia, "Theatrum genealogicum familiarum illustrium, nobilium et civium inclytae urbis Mediolani (...)", Milano 1705
cite-note-referenceb-1212. ↑ G. Dolcetti, "Il libro d'argento delle famiglie venete", 1922-28, Bologna, (rist. anast.) Forni Editore, vol. IV, pag. 34-39
cite-note-1313. ↑ Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 1, pag. 1812
cite-note-1414. ↑ mwa4mmwa4qmwa4uFrancesco Fanzago, mwa4yNotizie storiche intorno a Pietro Fanzago e ad alcuni altri individui di questa famigliamwa4c.
cite-note-1515. ↑ Alberto Lembo, "Gli Aliprandi-Fanzago", in "Storia Illustrata" nº 267, febbraio 1980, Segrate (Milano), Mondadori Editore, pag. 123 e Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 1, pag. 1195-1196
cite-note-referencec-1616. ↑ mwa5imwa5mmwa5qAliprandi, su mwa5uservizi.ct2.it. mwa5yURL consultato il 4 giugno 2016 mwa5c(archiviato dall'mwa5gurl originale il 6 aprile 2020).
cite-note-referenced-1717. ↑ Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXIII 2015-2020, volume II, pag. 2355 - 2358 (Aliprandi)
cite-note-1818. ↑ AA.VV., "Libro d'oro della nobiltà italiana", Roma, Collegio Araldico, 2010-2014, Edizione XXIV, vol. XXIX, pag. 41-42 e Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 3, pag. 268
cite-note-1919. ↑ Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXII, Teglio (SO), 2014, S.A.G.I. Casa Editrice, pag. 2284 - 2286
cite-note-2020. ↑ vedi mwa6cmwa6gmwa6kNote storiche sulla famiglia Aliprandi in Abruzzo.
cite-note-2121. ↑ Andrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 1, pag. 183
cite-note-2222. ↑ vedi la mwa7amwa7emwa7ischeda sul sito della Camera dei Deputati.
cite-note-2323. ↑ AA.VV., "Libro d'oro della nobiltà italiana", Roma, Collegio Araldico, 2010-2014, Edizione XXIV, vol. XXX, pag. 913
cite-note-2424. ↑ mwa7kVincenzo Botteon, "Un po' di cronaca della famiglia Aliprandi", Conegliano: Tip. Lit. Antonio De Beni, 1899
cite-note-2525. ↑ mwa70Il cimitero di San Polo di Piave
cite-note-2626. ↑ Ernesto Brunetta, "Storia di Conegliano", Padova 1989, pag. 38
cite-note-2727. ↑ mwa8qProvvedimento di tutela del 1950
cite-note-2828. ↑ AA.VV., "Guida Torreglia - Noi cittadini", 2004, pag. 5-6
cite-note-2929. ↑ mwa8sMario Castagna, Valerio Predari, mwa8wStemmario mantovano. Vol I, Montichiari, 1991.
cite-note-3030. ↑ mwa9eGiovan Battista di Crollalanza, mwa9iDizionario storico blasonico delle famiglie nobili o notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, 1886, Vol.1.
Bibliografia
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• AA.VV., "Libro d'oro della nobiltà italiana", Roma, Collegio Araldico, 2000-2004, Edizione XXII, vol. XXV, pag. 368-370 (Cartolari), pag. 602-603 Fanzago (Fanzago degli Aliprandi); vol. XXVI pag. 913 (diramazione trevigiana).
• AA.VV., "Stemmario Bosisio", Milano, 2002, pag. 161.
• Andrea Borella, mwa9kmwa9oAnnuario della nobiltà italiana, Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 1, pag. 183 (Dirmazione abruzzese), pag. 1195-1196 (Cartolari), pag. 1812 (Fanzago); vol. 3 pag. 268 (ramo di Giulio Cesare).
• mwa9wVincenzo Botteon, "Un po' di cronaca della famiglia Aliprandi", Conegliano: Tip. Lit. Antonio De Beni, 1899.
• Corpo della Nobiltà Italiana, "Famiglie nobili delle Venezie", Udine, 2001, Gaspari editore, pag. 87 (Cartolari), pag. 152 Fanzago (Fanzago degli Aliprandi).
• G. Dolcetti, "Il libro d'argento delle famiglie venete", 1922-28, Bologna, (rist. anast.) Forni Editore, vol. IV, pag. 34-39 (Fanzago e Cartolari).
• Alberto Lembo, "Gli Aliprandi-Fanzago", in "Storia Illustrata" nº 267, febbraio 1980, Segrate (Milano), Mondadori Editore pag. 123.
• Adalberto Ricotti Bertagnoni, "Stemmario Italiano delle famiglie nobili e notabili", Bassano del Grappa, MCMLXX, vol. 1º, tavola n. 4.
• Giovanni Sitoni di Scozia, "Theatrum genealogicum familiarum illustrium, nobilium et civium inclytae urbis Mediolani (...)", Milano, 1705.
• Vittorio Spreti, "Enciclopedia storico-nobiliare".
Voci correlate
• mwa-yVisconti
• mwa-gMonza
• mwa-oGiovanni Aliprandi
• mwa-wPinalla Aliprandi
• mwa-4Diego de Sterlich Aliprandi
• mwa-aNobiltà milanese
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